Locandina Philip Roth

Riscopriamo l’autore: Philip Roth in biblioteca

Nato nel New Jersey, nel 1933, dopo gli studi si dedicò all’insegnamento universitario fino al 1991, quando decise di scrivere a tempo pieno, con una produzione lunga e costante ed estimatori che l’hanno proposto più volte per il Premio Nobel, premiandolo nel frattempo con molti altri riconoscimenti. I suoi romanzi tendono a essere autobiografici, ma anche con ritratti famigliari e di quartiere che diventano fortemente esemplari dell’umanità della zona periferica di New York e dell’epoca, tanto da farne un’identità insieme personale e collettiva. Nell’esordio narrativo Addio, Columbus e cinque racconti (1959), Roth rivela subito uno stile ironico, coltissimo, imbevuto di suggestioni culturali cui è stato e sarà sempre soggetto: la psicanalisi, il laicismo di matrice ebraica, la satira del contemporaneo. Il capolavoro che iscrive Roth nel panorama culturale americano è Lamento di Portnoy (1969), che è al tempo stesso una tragedia e una commedia personale, dove il protagonista è un paziente ossessivamente monologante sul lettino, in preda a nevrosi a sfondo maniacalmente sessuale. Nonostante le accuse di scurrilità, e in parte grazie a quelle, il libro fu un successo di vendite. Particolarmente felice è la saga che ha al centro il personaggio di Nathan Zuckerman: The Ghost Writer, Zuckerman Unbound e The Anatomy Lesson. Imprevisto ed epico è l’ultimo sviluppo della narrativa di Roth: Pastorale americana (1997), Ho sposato un comunista (1998) e La macchia umana (2000) sono considerati una “trilogia”: il tema centrale, che permea i romanzi, è la finzione e l’ipocrisia cui ci costringono le convenzioni sociali. Dopo aver smesso di scrivere nel 2012, è morto convinto di aver composto ormai le sue opere migliori ed ha dato disposizione che i suoi archivi vengano distrutti.

Trovi i suoi libri al 2. piano sullo scaffale 15B oppure cerca per autore sul catalogo on line e prenotali.

Biblioteca Vittorio Sereni Melzo
Via A. Pasta 43

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